Jessica Lange dice di sentirsi arrivata alla fine della sua carriera nel cinema, e ha già in mente quale potrebbe essere l'ultimo film: Lungo viaggio verso la notte, tratto dal dramma di Eugene O'Neill, in cui interpreta Mary Tyrone. È un personaggio che conosce a memoria. L'ha portato in scena a Londra nel 2000, a Broadway nel 2016 e poi sul set, 22 anni dopo la prima volta.
Lo ha raccontato in una lunga intervista, in cui ha parlato anche di King Kong e del ritorno in American Horror Story con Ryan Murphy.
«In realtà mi sembra di essere giunta alla fine», ha detto. Chiudere con quel film, ha aggiunto, forse non sarebbe un brutto modo di salutare.
Addio sì, ma con la porta socchiusa
Prima di correre a scrivere i saluti, un dettaglio: Lange non ha annunciato nessun ritiro ufficiale. Parla di un paio di progetti che si trascina dietro da anni e che potrebbero andare in porto oppure no, e ammette di non saperlo nemmeno lei. Il problema, secondo lei, è che oggi è difficile fare il tipo di film che le interessa.
Ce l'ha anche con come sono cambiati i set. Con il video playback, racconta, il regista spesso non sta più accanto alla macchina da presa, e a volte sul set non lo vedi proprio. Per lei è un danno, e lo dice senza giri di parole.
Un film girato nel 2022 e arrivato solo adesso
Tra le riprese e l'uscita sono passati anni. Il film è stato girato nel 2022, è uscito solo ora e Lange descrive tutta la lavorazione come un percorso lungo e difficile. La regia è di Jonathan Kent, al suo primo lungometraggio, la sceneggiatura di David Lindsay-Abaire. Accanto a lei recitano Ed Harris, Ben Foster e Colin Morgan.
La prima si è tenuta al Dublin Film Festival il 27 febbraio 2025. Negli Stati Uniti il film è uscito il 25 settembre 2026. Per l'Italia una data non c'è ancora.
Con Mary Tyrone ha già vinto qualcosa: per la versione di Broadway del 2016 le è arrivato un Tony Award.
Il provino di King Kong che stava per finire male
Il primo film di Lange è stato King Kong, nel 1976. Era anche il suo primo provino, e per poco non si chiudeva lì: il suo aspetto non piaceva ai produttori, che erano pronti a rimandarla a casa.
Poi il film uscì e le piombò addosso tutto. Lange si ritrovò sulla copertina di Time e visse quella pubblicità come un'invasione. Le recensioni la liquidarono come la "bionda stupida" del film, con un'unica eccezione, quella della critica Pauline Kael. Risultato: tre anni senza lavorare.
La risalita passò da Il postino suona sempre due volte e da Frances, sull'attrice degli anni Trenta Frances Farmer. Lange dice che Frances ha cambiato tutto. Il personaggio le è rimasto addosso a lungo, al punto che racconta di averne sentito quasi la presenza.
C'è poi All That Jazz (1979), con un ruolo che Bob Fosse aveva scritto apposta per lei, l'angelo della morte, e per cui si era battuto. Lange lo ricorda come un grande amico e un genio. Per i film del 1982 arrivarono due nomination all'Oscar nello stesso anno: da protagonista per Frances, da non protagonista per Tootsie. Chi l'ha intervistata ricorda che erano quasi quarant'anni che un'attrice non riceveva due nomination per due film diversi nello stesso anno. L'Oscar lo vinse con Tootsie.
Quattro personaggi in una sola stagione di American Horror Story
Se hai meno di trent'anni, probabilmente l'hai conosciuta in tv. Nel 2011 Lange è entrata in American Horror Story sapendo poco di Murphy, ha fatto la protagonista per quattro stagioni e ha vinto due Emmy.
Nella tredicesima stagione, appena conclusa, è tornata in tutti e quattro i suoi ruoli: Constance Langdon di Murder House, Sister Jude di Asylum, Fiona Goode di Coven ed Elsa Mars di Freak Show. Murphy ha definito la stagione una specie di Avengers e ne ha diretto lui il primo episodio. Intorno a lei la vecchia compagnia: Sarah Paulson, Evan Peters, Emma Roberts, Angela Bassett, Kathy Bates e Billie Lourd.
Lange dice di aver accettato proprio per rimettere mano a quei personaggi. La preferita resta Elsa Mars, anche perché lì l'hanno fatta cantare. A Murphy riconosce un modo di dirigere che adora, anche se ormai lo vede di rado.
E i meme nati dalle sue scene? Non li conosce. Non è sui social, e dice che è una fortuna.
Quando le chiedono come vorrebbe essere ricordata, risponde così: per qualche bella parte, qualche bel film, e per essere stata un'attrice onesta. Il prossimo riconoscimento è già in calendario: il premio alla carriera allo SCAD Savannah Film Festival.