Se hai vent'anni, Tinto Brass per te è probabilmente un nome che fa ridacchiare i tuoi genitori, o una citazione in una canzone rap. Eppure quest'anno la Mostra di Venezia lo ha celebrato: Premio Pietro Bianchi dei giornalisti cinematografici e, come film di preapertura, il restauro di un suo titolo del 1967. È il segno che la critica lo sta riguardando con occhi nuovi. Qui trovi 6 film, uno per ogni fase della sua carriera, per farti un'idea tutta tua.
Un regista, due carriere
Nato a Milano nel 1933 e cresciuto a Venezia, Giovanni Brass deve il soprannome al nonno pittore, Italico Brass: «Tinto» sta per Tintoretto, perché da bambino disegnava sempre. Prima di girare ha imparato il montaggio alla Cinémathèque di Parigi, a contatto con la Nouvelle Vague, e ha fatto l'aiuto regista a Roberto Rossellini.
Il punto è questo: Brass ha avuto due vite. Negli anni Sessanta era un autore sperimentale e politico. Dal 1983 ha scelto apertamente il cinema erotico ed è diventato il nome che conosci. In mezzo, i due film che hanno fatto discutere di più.
La mappa: 6 film, 6 fasi
1. Chi lavora è perduto (1963): l'esordio ribelle
Un film sul disagio dei giovani, nato come In capo al mondo e in concorso a Venezia come opera prima. La censura gli chiese di rigirarlo: lui cambiò solo il titolo, rendendo il messaggio politico ancora più diretto. Qui i guai erano per le idee, non per il sesso.
2. Col cuore in gola (1967): il giallo pop
È proprio il film restaurato e proiettato a Venezia quest'anno. Montaggio e riprese molto sperimentali, per l'epoca roba d'avanguardia. Se ti prende, recupera anche Nerosubianco (1969). Secondo il racconto dello stesso Brass, dopo il successo di Nerosubianco negli Stati Uniti la Warner Bros. gli propose Arancia meccanica, poi finito a Stanley Kubrick. Prendila con le pinze: è la sua versione dei fatti.
3. Salon Kitty (1975-76): sesso e potere
Qui il sesso diventa il centro del discorso, ma legato al potere e al denaro, sullo sfondo del nazismo. Le atmosfere ricordano Visconti e Liliana Cavani.
4. Caligola (1979): lo scandalo che non è del tutto suo
Doveva essere una satira sul potere, prodotta da Bob Guccione, fondatore di Penthouse. I produttori lo rimontarono senza il suo consenso: via scene politiche e comiche, dentro sequenze hard girate senza di lui. Brass fu escluso dal montaggio. Eppure, secondo Wikipedia in inglese, è il film italiano che ha incassato di più negli Stati Uniti. Un caso di scuola sullo scontro tra regista e produttore.
5. La chiave (1983): la svolta
Tratto dal romanzo di Jun'ichirō Tanizaki, con Stefania Sandrelli. Successo di pubblico e di critica, ma da qui Brass diventa una figura controversa: una parte delle femministe lo accusava di trattare la donna come un oggetto, i tradizionalisti lo contestavano dal lato opposto.
6. Paprika (1991) o Così fan tutte (1992): l'era delle star
È il Brass che lancia attrici: Debora Caprioglio in Paprika, l'esordiente Claudia Koll in Così fan tutte. Le polemiche le hanno rese famosissime.
Dove vederli (e cosa controllare prima)
Qui siamo onesti: la disponibilità in streaming cambia spesso e non siamo riusciti a confermarla titolo per titolo. Il modo più rapido è cercare il film su un aggregatore come JustWatch, che ti indica le piattaforme legali italiane dove si trova, in abbonamento o a noleggio. Lascia perdere i siti pirata.
Occhio anche ai limiti di età. Da Salon Kitty in poi si parla di film per un pubblico adulto: controlla la classificazione sulla scheda della piattaforma. Dal 2021, in Italia, la vecchia censura è stata sostituita da un sistema di classificazione delle opere.
Cosa resta di Brass oggi
Più di quanto pensi. Il suo nome torna in canzoni come Cinema di Samuel e Francesca Michielin, Tufello di Rancore e Cvlt di Salmo e Noyz Narcos. E ammazza, il tipo che i tuoi genitori nominano ridacchiando era in concorso a Berlino con L'urlo.
Quello che ancora non sappiamo è se il restauro di Col cuore in gola arriverà in sala, in home video o in streaming. Lui, intanto, ha 93 anni e il suo ultimo lungometraggio, Monamour, risale al 2005.