La maggior parte dei numeri di telefono in mano a spammer e truffatori è stata comprata. E spesso la vendita è perfettamente legale, perché il via libera l'hai dato tu, spuntando una casella mentre ti iscrivevi a un concorso. Una guida pubblicata l'8 novembre 2026 e firmata da Jack Peachey risponde alla domanda che ti fai ogni volta che il telefono vibra per un pacco mai ordinato: chi gli ha dato il mio numero?
La risposta corta è questa. Una quota delle chiamate e dei messaggi spam arriva per sfortuna, e lì puoi fare poco. Il grosso passa dai data broker, aziende che comprano e rivendono dati personali. Su questa seconda parte hai più margine di quanto pensi.
Il data breach che non hai visto arrivare
Il primo canale è il più frustrante. Hai dato il numero a un servizio serio, magari perché ti serviva per un account importante, e poi quel sito subisce un data breach. Il tuo numero finisce in un archivio rubato e da lì comincia a girare. Non hai sbagliato niente: eri solo nel database sbagliato.
Il secondo canale è ancora più casuale. Un robocaller illegale può comporre numeri a caso finché qualcuno risponde. Oppure può pescarli da registri pubblici: gli esempi della guida sono gli elenchi dei tribunali, gli atti di proprietà immobiliare e i documenti societari.
Contro queste strade la prevenzione serve a poco. Lo ammette la stessa guida, che le mette tra le cause fuori dal tuo controllo.
Le caselle spuntate di corsa valgono soldi
Poi c'è il mercato vero. La maggior parte dei numeri disponibili a spammer e truffatori arriva dai data broker. Il meccanismo è banale: ti registri a un sito, attivi una tessera fedeltà, partecipi a un concorso a premi o a una lotteria online, e i tuoi dati vengono rivenduti a terzi. In molti casi tutto questo è legale.
Il dettaglio che fa arrabbiare è come arriva il consenso. A volte è una condizione obbligatoria: se non accetti la cessione dei dati, il servizio non lo usi. Altre volte sta in pagine costruite apposta con caselle confuse, quelle in cui non capisci se spuntare vuol dire accettare o rifiutare, e che attraversi di fretta per arrivare al bottone finale.
Sul punto la guida è diretta. «Se ti sei iscritto a qualcosa con il tuo numero, è molto probabile che i tuoi dati siano stati venduti», scrive Jack Peachey.
Un limite però c'è: la guida non cita studi né cifre a sostegno della tesi che i data broker siano la fonte principale. Questa stima è sensata ma senza numeri dietro.
L'ultima porta d'ingresso è il phishing, dove i dati li consegni tu a un truffatore convinto di parlare con qualcun altro. Succede compilando una pagina di login falsa, aprendo un account su un sito poco affidabile, rispondendo a un finto annuncio di lavoro o scaricando un'app fasulla.
Il registro anti-telemarketing americano ha i suoi buchi
La guida è scritta per il pubblico statunitense, quindi parla del Do Not Call Registry della FTC. Il registro nazionale accetta iscrizioni dal 27 giugno 2003 e, secondo la FTC, contiene solo numeri di telefono, nessun altro dato personale. Iscriversi blocca la gran parte delle chiamate di telemarketing.
La gran parte, appunto. Nelle sue indicazioni per le aziende, la FTC spiega che il registro non copre le chiamate di organizzazioni politiche, enti benefici, istituti di sondaggio e aziende con cui hai già un rapporto commerciale. Alla lista si aggiungono le agenzie di recupero crediti. C'è una sfumatura curiosa: se un ente benefico affida le chiamate a un telemarketer esterno, secondo la FTC quelle chiamate rientrano nel registro.
Per gli strumenti disponibili in Italia o in Europa qui non trovi indicazioni.
Le mosse che dipendono da te
Qualche difesa ce l'hai già in tasca. I dispositivi hanno protezioni contro il phishing, dagli avvisi del browser quando apri un sito a rischio alla protezione avanzata di Android contro le truffe bancarie. Aiutano, ma non decidono al posto tuo a chi dare il numero.
Prima di iscriverti a un sito che non conosci, guardalo bene. Se è pieno di pubblicità o non l'hai mai sentito nominare, la guida consiglia di girare al largo, oppure di cercare recensioni e segnalazioni di truffe prima di inserire qualunque dato.
Nei profili pubblici il numero va nascosto. E conviene tenere il conto: ogni account aperto e ogni casella spuntata senza leggere è un'occasione in più perché il tuo numero finisca in vendita.
Se vuoi capire da dove è uscito il tuo, due controlli sono alla portata di tutti. Il primo è cercare la tua email su Have I Been Pwned, per vedere se compare in qualche data breach. Il secondo è ancora più rapido: scrivi il tuo numero tra virgolette su Google e guarda se salta fuori da qualche parte.