Un utente che si firma NachoRB10 ha messo sul tavolo più di 5 milioni di euro per far ripartire il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, che Ubisoft ha cancellato il 21 gennaio 2026. In cambio non chiede quote né una fetta dei ricavi, e non vuole mettere bocca sul gioco. Vuole solo sapere a chi mandare la proposta.
Se ti sei perso le puntate precedenti: il remake era stato annunciato a settembre 2020. Doveva uscire a gennaio 2021. Non è mai uscito.
Cinque milioni e nessuna condizione per sé
La lettera descrive la cifra come un budget iniziale. I paletti li fissa tutti a favore di Ubisoft: un accordo formale, una valutazione sulla fattibilità del rilancio e i termini che la casa francese riterrà giusti. La domanda concreta è una sola: Ubisoft ha un canale ufficiale dove un finanziatore esterno può presentare un'offerta?
Il tono è quello di chi il gioco lo vuole e basta. Il messaggio è in francese e l'autore scrive: "Il mio unico obiettivo è permettere a questo gioco di uscire per davvero".
Sull'identità del benefattore si sa pochissimo. Nella lettera si presenta solo come un membro della community. Il messaggio risulta su X, sotto il nome @NachoRB10, ma c'è anche chi parla di una lettera condivisa sul subreddit di Prince of Persia. Anche sulla valuta c'è un po' di confusione: un titolo parla di dollari, ma il testo citato indica euro, come tutte le altre versioni.
Da Pune a Montréal, poi il comunicato di gennaio
Il progetto è un caso di scuola di cattiva gestione. Era stato affidato prima a Ubisoft Pune, in India, e poi riportato a Ubisoft Montréal, dove è ripartito da zero.
Il 21 gennaio 2026 è arrivato lo stop definitivo, dentro una ristrutturazione che ha chiuso sei giochi e ne ha rinviati altri sette.
La spiegazione del team era stata sincera, almeno sulla carta. Il remake aveva potenziale, ma non aveva raggiunto la qualità che lo studio voleva, e finirlo avrebbe richiesto più tempo e più soldi di quelli che Ubisoft si sentiva di investire in modo responsabile. Tradotto: il problema dichiarato erano proprio gli investimenti.
Bastano davvero 5 milioni?
Qui la community si divide. Tra i fan c'è chi applaude l'idea, e c'è chi fa due conti e storce il naso. Il calcolo è netto: 5 milioni di euro nello sviluppo di un gioco moderno non vanno lontano, e di sicuro non bastano a chiudere il lavoro.
Il punto debole, per me, è proprio quello. Ubisoft ha cancellato il progetto dicendo che servivano più tempo e più budget di quanto fosse sostenibile, e un gioco riavviato da zero a Montréal dopo anni di rinvii difficilmente si salva con un assegno solo. Cinque milioni restano una cifra enorme per una persona, ma per uno studio di quelle dimensioni sono un pezzo del conto.
Poi c'è la questione più banale: nessuno ha prove che i soldi esistano. Un nickname su un social è una fonte debole, ed è difficile verificare chi ci sia dietro e quanto siano serie le intenzioni. Però la proposta sembra scritta da qualcuno che fa sul serio.
Un precedente esiste: Thimbleweed Park 2
Che un singolo fan finanzi un gioco non è fantascienza. Thimbleweed Park 2, il gioco indipendente dello studio Terrible Toybox guidato da Ron Gilbert, viene pagato da un unico appassionato molto benestante, convinto delle capacità del team.
La differenza di scala però si vede a occhio nudo. Da una parte un piccolo studio indipendente, dall'altra Ubisoft, con un remake già passato per due team e cancellato dentro un piano di tagli.
Al momento Ubisoft non ha risposto pubblicamente, e non risulta alcun commento ufficiale. L'ultima parola della casa francese sul remake resta il comunicato del 21 gennaio 2026.